Cristian Marcia >> Molti applausi al Teatro Lirico di Cagliari per i Solisti dell’Accademia

Molti applausi al Teatro Lirico di Cagliari per i Solisti dell’Accademia: col Quartetto Modigliani e Cristian Marcia anche Fabrizio Gianfriddo
Sul palcoscenico del Comunale l’ensemble nato nel Conservatorio Nazionale di Parigi Una chitarra classica per un quartetto d’archi
Mercoledì 09 maggio 2007
I suoni nitidi di una melodia malinconicamente très doux annunciano il Quartetto per archi in fa maggiore di Maurice Ravel, ne anticipano temi e ispirazione che il Quartetto Modigliani elabora con lucida intensità espressiva.
Sul palcoscenico del Comunale l’ensemble nato nel Conservatorio Nazionale di Parigi rende onore a una pagina bella e spesso trascurata del musicista francese. Impegnati tra i Solisti dell’Accademia Internazionale di Musica di Cagliari -che insieme al Teatro Lirico ha curato questo concerto fuori abbonamento- Philippe Bernhard (violino), Loic Rio (violino), Laurent Marfaing (viola) e Francois Kieffer (violoncello) intrecciano un elegante rimando di sonorità riccamente modulate con un incalzante pizzicato assez vif . Affiatati, elaborano una lettura che mette in risalto fantasia e ispirazione di una pagina nata all’alba del ‘900, ricca di spunti e tensioni.
Musica non facile, affrontata con tecnica, intonazione salda e uno spirito che dà calore alle forme classiche a cui aggiunge un tocco di freschezza, marcando con carattere i tempi veloci.
Altro secolo, altro contesto estetico quello dei Quintetti di Luigi Boccherini che nella revisione di Cristian Marcia, impegnato alla chitarra a fianco al quartetto d’archi, riflette anima e temi di questo grande compositore del Settecento italiano, vissuto alla corte di Spagna di cui ha interpretato stile e modus vivendi. Compositore estroso e cosmopolita, Boccherini dà voce nelle sue musiche a un classicismo un po’ decentrato, di cui riflette eleganza e compostezza con un tocco di frizzante compiacenza per gli usi di corte. E nel segno della sua musica, i Solisti dell’Accademia si impegnano in un progetto che mette in primo piano gli elementi più esuberanti di una scrittura che valorizza virtuosismo e tecnica nel Quintetto n.1 in re minore G 445. Così nei movimenti veloci “volano” sulle note, affidandosi a toni brillanti.
Come spesso capitava a quei tempi, l’esigenza di inserire una chitarra classica accanto ad un quartetto d’archi fu dettata dal bisogno di compiacere un ricco mecenate. Il risultato è un impasto timbrico inusuale e che, così come proposto dai Solisti dell’Accademia, funziona. Merito anche di una omogeneità sonora che i Solisti perseguono con tecnica ed efficacia.
Nell’atmosfera particolare del Quintetto n. 4 in re maggiore G 448, dove si inseriscono con energica vitalità le nacchere di Filippo Gianfriddo, costruiscono un insieme dai tratti personali e originali. Iniziato su tempi lenti, alternando come consuetudine dell’autore movimenti pacati e vivaci, il Quintetto arriva infatti al trionfo della simbiosi tra stile classico e creatività popolare. E nell’apoteosi di ritmi e fantasia del fandango riprende i colori sonori della Spagna, esaltati dalla freschezza comunicativa dei Solisti dell’Accademia che meritano i calorosi applausi della platea del Comunale.
Greca Piras

tratto da L’Unione Sarda