Cristian Marcia >> Parigi incorona Cagliari città della musica

Venerdì 15 aprile 2005
I l console Levi Sandri li paragona nel suo discorso di benvenuto a Cirillo e Metodio, evangelisti slavi dell’ottavo secolo. E qualcosa di evangelico deve pur esserci in questi due fratelli di Quartu così simili nella gestualità, nel sorriso, nella passione che li muove. La loro piccola personale buona novella, da cinque anni a questa parte, ha un nome: Accademia internazionale della musica, e una doppia nazionalità, italiana e francese. Tra Francia e Italia, Cagliari e Parigi si muovono Cristian e Gianluca Marcia, 39 anni, chitarrista e docente da molti anni alla Frederic Chopin il primo, 36 anni, avvocato del Foro di Cagliari il secondo. Insieme hanno dato vita all’associazione Sardegna in musica, insieme hanno reso irrinunciabile l’appuntamento di fine che per dieci giorni, i primi del mese di settembre, porta a Cagliari, Conservatorio G. Pierluigi Da Palestrina, decine di docenti provenienti dalle maggiori istituzioni europeee mondiali, e centocinquanta allievi di tutto il mondo. Dieci giorni di stages, masterclass, corsi intensivi che trasformano Cagliari e l’istituto di Alta Cultura di piazza Porrino, primo fondamentale sostenitore dell’iniziativa, in una cosmopolita Cittadella della Musica. Dove le lezioni nelle aule messe a disposizione dal direttore Gabriella Artizzu si alternano ai concerti finali dei maestri e dei migliori allievi. Dal prossimo anno il Festival legato all’Accademia si svolgerà al Teatro Lirico di via Santa Alenixedda. Ed è questa una gran bella novità della quinta edizione che l’altra sera è stata presentata a Parigi nella sede del Consolato Italiano di Rue Conseiller Collignon davanti a un pubblico per metà italiano, per metà francese. In prima fila il console, l’ambasciatore Dominedò, l’ambasciatore per l’Unesco Francesco Caruso, Gabriella Artizzu, i membri dell’Istituto italiano di cultura i rappresentanti della municipalità cagliaritana: l’assessore al Turismo Ettore Businco col funzionario capo Francesco Marcialis, e Ada Lai in rappresentanza del sindaco. Soddisfatti per essere riusciti ad avviare con il rappresentante dell’Unesco le procedure per il riconoscimento della Sagra di Sant’Efisio come patrimonio dell’umanità (l’altro candidato è il canto a tenore) e a coinvolgere in un progetto che riguarda Cagliari madame Jacqueline Zana Victor, vicesindaco del XIII Arrondissement del Comune di Parigi. Quello che ospita Place d’Italie, quello che ogni anno dedica una settimana di cultura e di festa a una città italiana e assai probabilmente sceglierà Cagliari per l’edizione 2006. Ma torniamo alla musica, alla serata organizzata in consolato per presentare la quinta edizione dell’Accademia. Porterà a Cagliari, ha spiegato il direttore artistico Cristian Marcia, per i corsi di violino Gerard Poulet, Dong-Suk Kang, Olivier Charlier, Tomasz Tomaszewski, Takashi Shimitzu e, per la prima volta, Salvatore Accardo. Per la viola, Michel Michalakakos e Claude Lelong, per il pianoforte Jean-Marc Luisada, Jacques Rouvier, Bruno Rigutto, Prisca Benoit, Ludmila Berlinskaia, per l’arpa Isabelle Moretti, per il violoncello Philippe Muller Enrico Dindo e Alain Mounier, per il clarinetto Philippe Cuper, per la chitarra Roland Dyens, per la composizione Paul Mefano, per il flauto Jean Ferrandis per l’oboe Jean-Louis Capezzali, per l’accompagnamento al piano di cantanti lirici Giulio Zappa. Unica docente di canto sarà la madrina dell’Accademia, Katia Ricciarelli. Quanto agli allievi, arriveranno come sempre da tutte le parti del mondo. Lo scorso settembre sono stati 150. Sessanta giapponesi, trenta francesi, dieci inglesi, e italiani, tedeschi, russi, statunitensi, spagnoli, sud coreani. E sardi. Tutti ragazzi di talento che pagando una cifra per corso e alloggio che si aggira intorno agli ottocento euro hanno avuto (e avranno) modo di confrontarsi tra di loro e di entrare in contatto con i docenti delle scuole più prestigiose ma anche più eterogenee: di Parigi, Seul, Berlino, Tokyo, Mosca, Fiesole, Versailles, Lione. Una grande bouffe di musica, ma anche di emozioni, di chiacchiere, di culture, di scambi. E in qualche modo di turismo. Anche se i ragazzi e i docenti lavorano sodo tutto il giorno, anche se il tempo per godersi la città è davvero ridotto all’osso. Un talento cagliaritano, anzi quartese, è tra i primi a raccogliere gli applausi dei 250 invitati al concerto che chiude la presentazione della stagione 2005. Si chiama Walter Agus, ha 33 anni, esegue magistralmente la Ballata opera 23 numero 1 di Chopin ed è un pianista da tenere sott’occhio (non a caso è cugino dei Marcia). Il suo percorso non è stato facile, la sua tenacia, unita alla passione, lo hanno portato a perfezionarsi presso l’Accademia internazionale pescarese con Michele Marvulli, a proseguire gli studi con Bruno Mezzena e Sergio Perticaroli , a vincere il Premio Chopin e la Coppa Pianisti d’Italia, a dividersi tra Cagliari (dove studia direzione di coro e musica corale) e Parigi, dove studia con Jean-Marc Luisada. Con Agus, danno vita al concerto degli allievi dell’Accademia anche le due sorelle coreane Misora Lee e Yoori Lee, la prima al pianoforte, la seconda al violoncello (Rachmaninoff), e il giovanissimo Louis Lancien, che ha 15 anni ne dimostra tre di meno ed è di una timidezza imbarazzante. Salvo quando sta al pianoforte e suona la quarta ballata di Chopin. Dopo le jeunes virtuoses de l’Academie Internationale de Musique de Cagliari sono i solistes a riempire di suoni le sale primo Novecento del Consolato, ricche di specchi e di legni. La luce di una bella serata di fine aprile, passando attraverso la grande vetrata, inonda la sala dove l’affascinante flautista Jean Ferrandis esegue Syrinx di Debussy, la giovanissima pianista Ludmila Berlinskaia le Reminiscenze di mazurka di Glinka, e Jean-Marc Luisada una mazurka di Chopin, impedito per una brutta caduta nei movimenti degli arti inferiori ma non nelle mani,e nel cuore. Luisada, oltre che un valente concertista, è anche un grande pedagogista, maestro premuroso e insostituibile anche di Andrea Tusacciu e Giulio Biddau (che un anno fa, al concerto in Consolato rappresentava la Sardegna, e l’altra sera era tra il pubblico con Andrea, ad applaudire allievi e maestri). È una gran festa, che diventa collettiva anche sul palco quando a suonare il Fandango Quintet di Boccherini si presentano Cristian Marcia alla chitarra classica, Don-Suk Kang al violino, Elodie Michalakakos al violino, Michel Michalakakos alla viola e Alain Mounier al violoncello. Applauditissimi. La più applaudita di tutti, sicuramente la piu diva, è la madrina dell’Accademia, Katia Ricciarelli, (i parigini l’adorano), che esegue accompagnata come sempre da Giulio Zappa un’aria di Haendel, una dal Tancredi di Rossini, Memory da Cats di Lloyd Webber, e regala come bis una romanza di Tosti ai francesi, I te vurria vasà agli italiani e infine la canzonetta spagnola di Rossini a tutti. Dimagrita, ringiovanita, il viso luminosissimo, è particolarmente rilassata. Loda l’Accademia, ne sottolinea la continua crescita, spende parole di elogio per Cristian e Gianluca («dovete essere fieri di averli in Sardegna») mentre il pubblico prende d’assalto il bouffet sardo, gli oli e i vini D’Onori di Cenzo Aresu. Il soprano veneto spiega che per poter essere a Parigi con gli amici dell’Accademia ha lasciato l’Italia e il set dell’ultimo film di Pupi Avati. Si intitola La seconda notte di nozze, ed è lei a dire con uno sguardo malizioso che qualunque riferimento alla realtà è puramente causale.
Maria Paola Masala

tratto da L’Unione Sarda