Cristian Marcia >> Tra Parigi e Cagliari una novità di nome Cortot

Venerdì 19 maggio 2006
D al nostro inviato Maria Paola Masala Parigi. Non c’è Katia, la madrina, ma arriva un padrino d’eccezione. Manca la Ricciarelli, amatissima dal pubblico parigino, trattenuta a Roma da impegni televisivi, ma è presente – nella bella sala del Consolato di Rue Conseiller de Collignon – un signore assai charmant che si chiama Henri Heugel e rappresenta l’Ecole Normale de Musique de Paris. La sua non è una visita di cortesia. È la firma su un patto musicale che vede protagonisti da un lato la prestigiosa scuola di musica fondata nel 1919 da Alfred Cortot e dall’altro la piccola, vitale, sempre più solida Accademia internazionale di musica di Cagliari, istituita sei anni fa da due giovani fratelli di Quartu: Cristian e Gianluca Marcia. Chitarrista il primo, avvocato il secondo. Ebbene, da quest’anno l’Ecole Normale metterà a disposizione tre borse di studio per i più meritevoli degli allievi che dal 1° al 10 settembre frequenteranno al Conservatorio di Cagliari i corsi dell’Accademia. Due saranno destinate a talenti provenienti da tutto il mondo, la terza sarà riservata a un ragazzo sardo. Potrà frequentare gratuitamente l’Ecole, e ripercorrere le orme dei tanti fortunati giovani di tutto il mondo che lo hanno preceduto. Per Cristian Marcia, direttore artistico dell’Associazione ‘Sardegna in Musica’, questo ‘partenariato’ rappresenta la chiusura di un cerchio. Un circolo virtuoso, che una ventina di anni fa, fresco di diploma al Conservatorio di Cagliari, lo vide entrare alla ‘Cortot’ con una borsa di studio della Regione sarda, e intraprendere passo dopo passo un percorso irto di difficoltà, solitudini, fatiche, ma anche di grande gioia. La stessa che oggi si legge sul suo volto timido, mentre ascolta le parole di elogio di monsieur Heugel, o l’affettuosa, lusinghiera presentazione che dell’Accademia fa il console Levi Sandri: un po’ in italiano, per i molti ospiti giunti da Cagliari, un po’ in francese, per i parigini. Il padrone di casa sottolinea l’importanza del gemellaggio, ricorda il ruolo importante del Conservatorio di Musica di Cagliari, ringrazia madame le directeur Gabriella Artizzu, rivendica il piacere di ospitare ogni primavera la presentazione ufficiale della stagione. E annuncia che quest’anno saranno poco meno di 150 gli artisti che giungeranno a Cagliari da tutto il mondo: sessanta giapponesi, trenta francesi, dieci inglesi, ma anche tedeschi, russi, americani, sud coreani e italiani. Una trentina i docenti. «Siamo abituati a conoscere Cagliari e la Sardegna per le bellezze naturali, da qualche anno la stiamo conoscendo anche per altri motivi», dice, sottolineando il doppio filo che ormai lega – su questo gradevolissimo leit motiv – Cagliari e Parigi. Poi, dopo l’intervento di madame Ada Lai, in rappresentanza del sindaco e del Comune di Cagliari (primi sostenitori dell’iniziativa) è tempo di musica. E la musica è l’esibizione degli allievi e dei maestri, ancora una volta insieme qui a Parigi per una sera come a Cagliari per dieci intensi giorni di master. La musica sono le splendide danze slave di Dvorak e quelle ungheresi di Brahms, eseguite al pianoforte a quattro mani da due giovani talenti sardi, Walter Agus e Giulio Biddau. La musica è il magnetismo di Ludmila Berlinskaia, pianista docente russa (due brani di Rachmaninov e Shostakovich), è la deliziosa pianista coreana Misora Lee, (Ravel e Schumann). È la trascrizione per violino, flauto e chitarra di due ouverture rossiniane. Protagonisti Dong-Suk Kang, Jean Ferrandis e Cristian Marcia, nel delicatissimo ruolo del contrappunto. Applaude il pubblico parigino (anche se manca Katia, e con lei Giulio Zappa, suo prezioso pianista). Applaudono gli altri docenti presenti alla serata parigina. Che annuncia, tra le presenze di settembre, una novità importante: l’ingresso in Accademia del pianista Bruno Canino. Sarà docente nei corsi e interprete delle ‘Notti musicali’ che come sempre porteranno al Teatro Lirico tutti i solisti-docenti. Tre gli omaggi in agenda: a Mozart (250° della nascita, a Schumann (150° della morte), a Shostakovich (100° anniversario della nascita). Per questa occasione sarà a Cagliari Irina Supinskaya, sua moglie.

tratto da L’Unione Sarda